TRENCH – CABAN – PARKA – CHIODO

Mi sempra un gioco di parole, quasi uno sciogli lingua, eppure questi sono i 4 capispalla MUST HAVE per la primavera 2017, o quanto meno sono i 4 pezzi più proposti dai brand per la nuova stagione in arrivo.

Grandi novità non ne vedo, forse non sto guardando nella giusta direzione o forse sono talmente agée (e qui mi scappa un sorriso …) da conoscerli così bene, che in tutta onestà, per me non rappresentano nulla di nuovo.

Nel campo della moda infatti, ci sono alcune novità che ti provocano emozioni fortissime, quasi da batticuore immediato; altre invece sono spente, magari monotone e come ogni relazione che si rispetti (si, perché quella tra te e la moda è una relazione), se non c’è la scintilla tutto cade.
Devo dire che ad eccezione del Caban e del Parka, che non ho mai indossato perchè proprio non mi ci vedo; il trench ed il chiodo fanno parte del mio guardaroba da anni. Te l’ho detto, sono agée per certe cose… Pardon!

Il trench e il chiodo non ti abbandonano mai, non ti deludono ed è per questo che da anni e anni fanno parte di me.

Ma poichè ritengo che l’imparzialità debba sempre accompagnarmi, te ne parlo volentieri, però con qualche accenno storico. In fondo tutti noi siamo il frutto del nostro passato e la moda non esula certo da questo!
Ti ho già anticipato delle Collezioni PE 2017 in un mio precedente articolo (se non l’hai letto clicca qui); ora è giunto il momento di vedere nello specifico questi 4 capispalla da sciogli lingua (ed anche qui mi scappa un altro sorriso …)

TRENCH – L’intramontabile capo che ogni primavera viene inevitabilmente proposto quale protagonista assoluto.

E’ il capospalla più diffuso nelle mezze stagioni, pratico, elegante si adatta a tutte le figure femminili.
Il TRENCH non è altro che un impermeabile realizzato per la prima volta nel 1901 dal brand Burberry su commissione del Ministero della Guerra Inglese, il quale richiese un modello a metà strada tra l’impermeabile d’ordinanza ed il cappotto militare. Burberry era un’azienda specializzata nella realizzazione di questo capo di abbigliamento, infatti dal 1856 aveva iniziato la produzione del primo impermeabile in gabardine.

La storia è davvero avvincente e questo dimostra che ogni singolo capo che indossiamo, ogni singola cosa porta con se anni di storia (a volte di guerre)

Le origini del trench sono quindi antiche e nei tempi passati si caratterrizzava per le spalline, l’allaccitura a doppiopetto, la cintura, il tessuto in gabardine ed il colore khaki.
Reso famoso da attori come Humphrey Bogart, Peter Falk nel Tenente Colombo e Peter Sellers ne la saga de “La Pantera Rosa”, indossato sopra la giacca, ora assume una nuova veste:

PER LA PRIMAVERA 2017 SARA’ UN MUST HAVE DALLE FORME SPERIMENTALI DA INDOSSARE A PELLE, COME UN ABITO.

Un esempio è questo modello firmato DION LEE collezione Ready-to-Wear SS 2017.

DION LEE SS 2017

CABAN – Il Caban sarà un altro capospalla MUST per la primavera 2017.

Il Caban è una giacca dai volumi più ampi, che trova le sue origini nella marina militare europea a partire dalla fine del diciasettesimo e l’inizio del diciottesimo secolo.

Il primo modello è stato creato dai marinai olandesi, infatti a quel tempo i Paesi Bassi erano una potenza navale a livello mondiale.

Gli olandesi chiamavano il CABAN “PEA COAT“, nome che deriva dal termine pijjakker (che nella lingua olandese indica un cappotto in lana grossolana), infatti i primi modelli erano rappresentati da cappotti ampi e sportivi in panno di colore blu o nero.
Sulle origini del termine CABAN vi è chi sostiene che derivi dal siciliano “Cabbanu”, derivante a sua volta dall’arabo “Qaba” (tunica, cappotto) oppure dall’inglese “Cab” (carrozza), in quanto capo indossato dai cocchieri della famiglia reale.

Verso la fine dell’ Ottocento, la Marina Britannica ha trasformato il “Pea Coat” Olandese in una giacca che veniva utilizzata come uniforme per i sottufficiali. Giacca in lana pesante denominata “Melton“.
All’inizio del Novecento, questo capo di abbigliamento è stato adottato anche dalla Marina Statunitense, la quale ha optato per un mix di lana e nylon.

In entrambi i casi, si tratta di una giacca dal taglio corto per favorire i movimenti dei marinai, con chiusura a doppiopetto, tasche anteriori all’altezza della vita.
La diffusione del CABAN a livello internazionale la si deve al cinema, infatti esso è stato indossato da grandi attori quali: James Cagney in La riva dei Bruti (1935), Gregory Peck in Moby Dick (1956), Peter O’Toole in Lord Jim (1965), Steve McQueen in Quelli della San Pablo (1966), Jack Nicholson ne L’ultima Corvè (1973) e Robert Redford ne I tre giorni del Condor (1975).

Nel corso degli anni è diventato a tutti gli effetti un indumento femminile e per la primavera che ci attende ovviamente è stato totalmente rivoluzionato nel design, nei volumi e nei tessuti.
Il CABAN è un capo perfetto 24 ore su 24.

Di giorno è easy se abbinato a pantaloni (di qualsiasi foggia), ad una camicia o maglia girocollo o scollo a V e a calzature basse (anche sneackers, purchè non siano quelle che utilizzi per il footing!). Di sera lo puoi trasformare in un capo chic: una cintura in vita, un sottogiacca in seta, pantaloni aderenti (preferibilmente elasticizzati o in eco pelle) lunghezza alla caviglia oppure una mini gonna e naturalmente tacchi alti.

Il dettaglio, a mio parere principale, è la cintura. Se opterai per un CABAN da utilizzare anche la sera non dimenticare la cintura in vita, come in questo modello di FAY collezione PE 2017 in canvas.

FAY SS 2017

PARKA – Ed ecco un terzo capospalla per la tua primavera!

Il PARKA (detto anche “ANORAK”) è nato come giubbotto impermeabile, con cappuccio (in genere bordato di pelliccia), con zip fino al collo. La nascita di questo indumento si deve alle popolazioni Inuit (abitanti delle zone artiche) che lo realizzavano esclusivamente utilizzando pelli di renna o foca.

A partire dalla seconda metà del 1900, invece, il PARKA viene realizzato unicamente in fibra sintetica.
Nel corso degli anni, naturalmente, anche questo indumento ha subito una serie di trasformazioni ed è stato talmente rivoluzionato che oggi giorno è diventato un capo anche femminile indossabile nelle mezze stagioni.

Per la primavera 2017 sarà un MUST, purchè non in stile militare, come siamo stati abituati sino ad ora, ma decisamente più femminile, elegante e sofisticato. Ad esempio il brand K-WAY R&D DIRECT lo ha proposto in tessuto tecnico, over nelle dimensioni, e con stampe a pois. Una versione chiaramente pop.
Se non ami i pois, puoi optare per questo outfit della Maison LOUIS VUITTON collezione Cruise 2017. Il PARKA è in 100% poliammide, Made in Italy, con zip, over, maniche tre quarti a sbuffo e stampa fantasia indiana.

LOUIS VUITTON CRUISE 2017

CHIODO – Concludo con il CHIODO, il cui nome commerciale è “PERFECTO”.

La nascita del CHIODO la si deve all’azienda SCHOTT NYC nel 1928, la quale realizzò un giubbotto in pelle nera lungo fino alla vita.

Non dovremo mai finire di ringraziare aziende come questa. Se oggi indossiamo vestiti alla moda, se andiamo nei negozi e troviamo un design elegante che ci attira ricordiamoci che è sempre e solo grazie a queste intuizioni geniali e aziende che ci hanno creduto e si sono innovate.
E’ un capo di abbigliamento tipico dei biker, dei greaser, dei punk, dei musicisti rock e metal, la cui fama e mistificazione sono strettamente legate al cinema ed alla TV. Quasi un capo di abbigliamento “maledetto” se così lo vogliamo definire, che ha una sua connotazione storica ben precisa!

Il CHIODO nasce come giubbotto da motociclista, con molte cerniere su tasche e maniche, indossato sopra ad una T-shirt ed a jeans con risvolto (generalmente Levis 501), abbinato a stivali Frye o Walker. Look seguito anche dai rockers inglesi ed americani negli anni ’50 e successivamente (negli anni ’60) dai greasers (te li ricordi con la brillantina sui capelli e la musica rock ‘n roll e rockabilly?).

Chi ha reso famoso e mitico il CHIODO?

Marlon Brando, protagonista del film del 1953 “Il Selvaggio”, in cui indossava uno Schott Perfecto 618; in seguito il personaggio di Arthur Fonzarelli (interpretato da Henry Winkler) in “Happy Days” (anche se ad onor del vero il modello indossato da Fonzie non era un chiodo, ma un normale giubbotto di pelle nera); anche i due protagonisti (John Travolta e Olivia Newton-John) di “Grease” hanno contribuito a riproporre la moda del giubbotto in pelle da motociclista.

Sono sicura ti ricorderai quei film magnifici!

Con il passare degli anni, questo capo di abbigliamento ha subito qualche modifica, infatti negli anni ’70 viene decorato con borchie e catene e diviene il simbolo dei Punk ed Heavy Metal, come i Sex Pistols ed i Ramones. Da qui nasce il nome CHIODO, appunto per indicare un giubbotto chiodato (il linguaggio ci guida, le parole non sono mai a caso)..

E’ solo a partire dagli anni ’90 che questo indumento viene sagomato e reso aderente ed entra a tutti gli effetti a par parte anche del guardaroba femminile.
Per la primavera in arrivo, sì al CHIODO, purchè dorato in versione glam-rock, come questo modello di PATRIZIA PEPE collezione PE 2017

PATRIZIA PEPE SS 2017

Un abbraccio

Ladybb

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Ladybb – “La vanità è femmina” così dicono, mentre io dico che una donna ha il dovere di prendersi cura di sé ed ogni donna lo può fare scegliendo gli strumenti che ritiene più consoni alla sua personalità.

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