UNA CONTAMINAZIONE TUTTA AL FEMMINILE

“Contaminazione” uno dei molti termini della ricchissima lingua italiana che trovo sorprendente.
Mi sorprende perché mi affascina e nel contempo mi intimorisce, le sue differenti accezioni mi attraggono e contemporaneamente mi respingono facendomi rimbalzare sulle mie stesse convinzioni.
Mi spaventa enormemente pensare di essere inquinata, infettata e contaminata a tal punto da perturbare il mio esistente equilibrio ed i miei valori morali. Perché che tu mi creda o meno, io ho dei ferrei principi che mi guidano evitando di perdere l’equilibrio che la contaminazione vuole perturbare.
Mi affascina, intrappolando ed imbrigliando la mia mente che lentamente si allontana dall’accezione negativa di questo termine per accogliere ed abbracciarne il significato più ampio: fusione di elementi differenti per provenienza.
E’ sufficiente pensare alla contaminazione letteraria diffusa tra gli antichi latini (all’epoca infatti i commediografi rielaboravano le commedie greche originali attingendo da altre opere greche.), come pure alla contaminazione in ambito linguistico (ad esempio: il termine italiano “greve” nasce dall’incrocio del termine latino “gravis” <<grave>> e “levis” <<leggero>>).

UNA CONTAMINAZIONE TUTTA AL FEMMINILE

E che dire della contaminazione tra moda e arte? Vi è davvero molto da dire ed in molti hanno già detto davvero molto!
Condivisibile o meno, questa fusione è realtà, soprattutto negli ultimi anni. E così i Brand del Lusso stringono collaborazioni con artisti di fama internazionale, creando capi di abbigliamento ed accessori per Capsule Collection Limited Edition. Ben note sono le collaborazioni di Gianni Versace con artisti contemporanei quali ad esempio Pomodoro e Veronesi; come pure la collaborazione tra Trevor Andrew, street artist americano, e la Maison Gucci, artista a cui il direttore creativo (Alessandro Michele) si era rivolto per la realizzazione della collezione FW 2016.
Altrettanto nota, seppur criticata, la collaborazione tra Louis Vuitton e Jeff Koons, il quale ha creato la collezione MASTERS “disturbando” le principali opere di grandi artisti quali Boucher, Da Vinci, Fragonard, Gauguin, Manet, Monet, Rubens, Turner e Van Gogh e quindi per ammirare grandi opere d’arte come la “Ragazza distesa” (Boucher – 1752), la “Colazione sull’erba” (Manet – 1863), le “Ninfee” (Monet – 1916) e via dicendo ti basterà acquistare una borsa, un portafoglio oppure un foulard firmati Louis Vuitton evitando di recarti in un museo …A te la scelta…

UNA CONTAMINAZIONE TUTTA AL FEMMINILE

Mi sono persa nei meandri dell’arte e della storia, beh… in fondo ne sono stata contaminata, come sono stata piacevolmente contaminata dalla professionalità, dalla passione, dall’intraprendenza e dall’entusiasmo di due giovani donne conosciute per caso a Milano lo scorso settembre.
Il caso ci ha fatte incontrare, la passione e l’entusiasmo per le nostre rispettive attività ci ha legate e così “fondendo elementi differenti per provenienza” ne è nata una collaborazione, una contaminazione tutta al femminile!

OUTFIT

L’outfit che indosso è stato realizzato dalla Fashion Designer MARTA GUENDA, una giovanissima donna di 23 anni attualmente studentessa del terzo anno di Fashion Design presso la LABA (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia. L’ Accademia ha commissionato a Marta un progetto dal tema “Scegliere una cultura oppure una corrente in grado di contaminare la tua”.
L’outfit che ti presento è il frutto di questo progetto.

Marta ha optato per una colonia di pirati inglesi del 1600 ed ha disegnato un outfit che potesse condurla emotivamente in quel contesto storico, ma rivisitandolo al fine di renderlo integrabile con gli attuali fashion trend.
E così, spinta dal desiderio di creare un contrato tra aggressività e morbidezza, ha realizzato:

  • un body intrecciato in ecopelle nera, con applicazioni di originali monete inglesi (20 pence) cucite sul tessuto (ecopelle) e due anelli sulla schiena per gli intrecci dei lacci
  • una gonna in sbieco con un tessuto di cotone grezzo color panna, a ricordare le vele di un veliero di pirati del 1600

 

MAKE-UP

Il mio make-up è stato curato da GIULIA TRUZZI, 26 anni, di origine bresciana. Attualmente, Giulia vive e studia a Milano presso la MBA Academy come Mua (Make Up Artist) e da tempo opera in tale settore.

“ Il makeup scelto l’ho creato dopo un attento studio dell’abito, ho voluto impreziosire come fossero monete d’oro scintillanti gli occhi di Barbara, mettendone in risalto le particolarità. Barbara ha occhi grandissimi e di un azzurro veramente meraviglioso e quindi ho utilizzato i colori e le tonalità del body. Ho reso un counturing più marcato per enfatizzare gli zigomi e tutta la parte superiore del viso lasciando le labbra completamente nude. L’acconciatura doveva ricordare una sirena e con i suoi capelli rossi da proprio l’idea di una regina dei mari.” (Giulia Truzzi)

FASHION DESIGNER: MARTA GUENDA
MAKE-UP ARTIST: GIULIA TRUZZI
PH CREDITS: MAURO GAIMARRI

Ladybb

Ladybb – Autore del Blog. Amante della moda e di ogni forma di eleganza presente, perché la moda non è espressione dell’effimero.

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